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SOLOLO è alle porte del "suo" futuro

Ora a Sololo è chiaro a tutti che il “nuovo” travolgente è alle porte inarrestabile e che con lui arriva il tanto di positivo, per altri, ed il molto di negativo per i pochi padroni di casa totalmente impreparati: i Borana.

Comunque ben venga il nuovo. Da lungo tempo abbiamo lavorato per chiudere questa sorta di giardino zoologico dell’uomo fermo a poco dopo l’epoche preistoriche. Giardino dai costi altissimi in vite umane; è sufficiente confrontare il numero dei bambini con quello degli anziani per capire che la differenza è il prezzo pagato. Ben venga il nuovo. Purtroppo, come sempre ed ovunque, arriva anche qui portato dagli egoismi internazionali, nazionali ed individuali.

Prima gli affari, il dio danaro, poi l’Uomo … e non basta la storia già vissuta altrove a dimostrare l’errore. Siamo pochi, pochissimi a mettere l’Uomo prima degli affari e continueremo a farlo semplicemente perché siamo e ci sentiamo Uomini.

Tra pochissimi mesi vi sarà anche la corrente elettrica e con lei l’acqua pompata da Walda … la strada asfaltata che apre le porte ad ogni genere di commercio ... frutta e verdura finora introvabili qui ... tutto solo per chi avrà il potere di acquisto ... Funzionerà tutto all’africana come l’attuale collegamento telefonico, al punto di far rimpiangere i tempi nei quali mancava tutto. Sono i normali transitori disagi dei momenti iniziali degli storici cambiamenti.

Noi oramai, superati dai tempi, continueremo a fiancheggiare questo progresso lasciando piano piano il campo ai professionisti. Finita l’epoca degli esploratori, arrivarono i missionari poi i volontari da loro chiamati e che successivamente si resero autonomi ed ora lasciano il posto ai professionisti. Con questi ultimi ecco arrivare il progresso; cosicché la nostra storia di volontari duri e puri volge alla fine e financo difficilmente troverà posto nei libri di testo scolastici. La storia, anche la nostra, la scriveranno loro, i professionisti, con i loro sensi, orecchie ed occhi, con i ragionamenti e la sensibilità di oggi.

Ma la strada da percorre è questa ed è quella giusta. Occorre che loro la sappiano percorrere prendendo in eredità dal passato l’umanità che l’ha animata allora, per continuare con essa ad animare anche l’attuale mondo tecnologico. Solo così si potrà sperare che chi usufruirà di questa tecnologia, lo saprà fare con l'umanità necessaria.

Comprendo l’attuale disorientamento dell’individuo africano locale. Quest’individuo cerca di sopravvivere vivendo il nuovo-presente ricercando le sicurezze nel passato atavico. Individuo che verifica lo sfaldarsi intorno della tradizione ma che non trova nella sua storia, poichè non le ha, le necessarie risposte ai problemi emergenti dall’ambiente d’oggi che cambia in modo vertiginoso. In questo contesto, quanto gli accade intorno, ancora più poichè sconosciuto, come tale gli fa paura; in specie vedendolo avanzare travolgente ed apparentemente privo di cuore; senza anima.

I Borana di Sololo sono sostenuti in questa lotta per la sopravvivenza dalla loro intelligenza e dalla loro stoica sopportazione. Entrambe arrivano dalla povertà che continua a schiacciarli. Sarà questa loro "creatività di necessità" che realizzerà il loro futuro (futuro ora inimmaginabile anche per loro). Istinto di sopravvivenza-intelligenza-sopportazione-selezione naturale-carica di umanità ancora potentemente radicata in loro, seppur in modo ancestrale, fatta di un altruismo-egoistico finalizzato alla comune sopravvivenza ... Questo il mix e la ricetta che li saprà preservare, mentre la nostra decadenza libererà il campo al loro futuro.

Qualche decennio fà dicevo che erano la riserva dell’umanità, per numero e per aver preservato i valori esistenziali, e che sarebbero arrivati a buttarci in mare. Suggerivo di schierarci dalla parte degli ultimi, se non per altruismo almeno per egoismo, poiché gli ultimi sarebbero stati i primi … e oggi ci stanno riuscendo. Nel nostro interesse, forse ora siamo ancora in tempo per prendere l'ultima carrozza del treno della storia che sta passando. Auguriamoci che loro lo sappiano guidare bene e con umanità. Quella umanità che è in loro in modo ancestrale e che noi in passato non abbiamo saputo dare a sufficienza, pur avendola fatta evolvere in noi ... Umanità che potremmo ancora dare saltando sull'ultima carrozza delle opportunità. Portiamo questi 400 minori, orfani e/o particolarmente vulnerabili del Progetto-Sololo, ad essere degli adulti attivi nella loro società futura.

Diamogli il tempo necessario per diventare adulti. Aiutateci ancora per poco, specie in questo momento delicato di crisi, ad aiutarli ad aiutarsi a far sopravvivere il “Progetto-Sololo”. Si ricorderanno di noi e della nostra umanità quando noi non ci saremo …ma avranno davanti tanti fratelli sui quali riversare la loro riconoscenza.


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